Il panorama dell’efficienza energetica in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Con l’entrata in vigore delle nuove direttive europee e il recepimento delle normative nazionali, il 2026 si prospetta come un anno di svolta per i professionisti del settore.
Redigere un APE (Attestato di Prestazione Energetica) o una Relazione Tecnica (Legge 10) senza incorrere in sanzioni o errori di calcolo richiede oggi un’attenzione superiore rispetto al passato. In questo articolo vedremo quali sono le principali insidie del nuovo quadro normativo e come prevenirle grazie a un metodo di lavoro rigoroso e al supporto della tecnologia.
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Le Novità del 2026: cosa cambia per il Tecnico
Il 2026 è segnato da tre pilastri normativi fondamentali che ogni progettista deve padroneggiare:
- La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 Dicembre 2025 n. 199) che introduce nuovi regimi fiscali e obblighi di monitoraggio per gli interventi agevolati.
- Il Decreto Nuovi Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025) che aggiorna profondamente il precedente DM del 2015, modificando le metodologie di calcolo e rendendo più stringenti i limiti di trasmittanza e l’efficienza degli impianti.
- L’APE Comparativo obbligatorio dal 1° novembre 2025 All’interno dell’APE è necessario indicare la classe energetica relativa a edifici simili a quello analizzato, un parametro fondamentale per dare trasparenza al mercato immobiliare.
Gli errori più comuni (e come evitarli)
Inesattezze nei dati geografici e di impianto
Un errore banale ma frequente riguarda l’errata geolocalizzazione dell’edificio o la mancata corrispondenza tra anno di installazione degli impianti e dati tecnici. Nel 2026, la precisione è d’obbligo: è necessario verificare sempre le coordinate geografiche e, novità rilevante, inserire correttamente l’anno di installazione del servizio di trasporto (ascensori, scale mobili), ora parte integrante del bilancio energetico.
Disallineamento tra calcolo e realtà di riferimento
Con l’introduzione della visualizzazione del consumo di CO2 dell’edificio di riferimento, il tecnico deve essere in grado di giustificare le emissioni del fabbricato non solo in termini di kWh/mq, ma anche di impatto ambientale. Sbagliare i parametri di calcolo significa produrre un documento non veritiero che potrebbe invalidare pratiche edilizie o compravendite.
Gestione complessa dei serramenti
I ponti termici e la gestione dei serramenti restano il “punto debole” di molte relazioni tecniche. L’adozione di nuovi pannelli di gestione dedicati, che permettono di analizzare ogni singolo infisso con precisione millimetrica, è l’unica strada per evitare errori che alterano drasticamente il risultato della classe energetica.
La tecnologia come alleato: il ruolo del software
In un contesto così fluido, l’errore umano è sempre in agguato. Il software di certificazione energetica non deve più essere visto solo come un “calcolatore”, ma come un vero e proprio strumento di controllo e prevenzione.
Per affrontare il 2026 in sicurezza, il professionista deve poter contare su funzioni che siano capaci di automatizzare anche i processi più critici:
- Controlli automatici di coerenza: l’implementazione di algoritmi che segnalano anomalie nei parametri di calcolo prima della chiusura della pratica è essenziale per eliminare le distrazioni.
- Interoperabilità: la possibilità di importare file XML (versione estesa v.5) anche da altri software permette di gestire diagnosi e aggiornamenti di vecchi APE senza dover reinserire tutti i dati, riducendo drasticamente il rischio di refusi.
- Protezione del lavoro: funzioni come l’autosalvataggio personalizzabile garantiscono che ore di calcoli complessi non vadano perdute a causa di problemi tecnici.
- Diagnosi Energetica integrata: evolvere verso la diagnosi energetica permette di offrire una consulenza di alto livello, fondamentale per gli interventi di riqualificazione profonda previsti dalle nuove normative.
Evitare errori, quindi, non è solo una questione di competenze tecniche, che restano alla base della professione, ma di metodo. Rimanere aggiornati sui nuovi decreti (come il DM 28 ottobre 2025) e affidarsi a soluzioni software che integrino già queste novità e sistemi di controllo preventivo è la chiave per lavorare con serenità e tutelare la propria professionalità.