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FAQ TermiPlan

FAQ TermiPlan Software Certificazione Energetica

073 – I controlli di efficienza energetica vanno eseguiti alla prima messa in esercizio dell’impianto?

Il D.P.R. n. 74 del 16 Aprile 2013 stabilisce, al comma 3 dell’art. 8, che i controlli di efficienza energetica sono essere eseguiti:

  1. all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;
  2. nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come ad esempio la sostituzione del generatore;
  3. nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da variare l’efficienza energetica.

Quindi, in base alla lettera a, la risposta al quesito è SI.

Per maggiori dettagli sulla periodicità dei controlli di efficienza energetica, si rimanda alla FAQ 45.

072 – Come risolvere problemi di visualizzazione del modello 3D in TermiPlan

Il caso preso in esame riguarda un modello architettonico non visualizzato in modo corretto nella scena 3D di TermiPlan.

Prima di tutto occorre accertarsi che il modello sia 2D che 3D sia in primo piano, pertanto basta fare doppio clic sulla rotellina centrale del mouse per eseguire il comando zoom estensione del modello.

I casi che potrebbero presentarsi sono:

  1. il modello in 2D scompare e diventa puntiforme per via del comando zoom estensione, in questo caso è molto probabile che vi siano elementi degeneri (linee, polilinee, altri oggetti) in posizione molto distante dal modello architettonico. Per risolvere occorre navigare tutta la scena 2D utilizzando la selezione del mouse per individuare tutti gli oggetti presenti nella scena 2D. In figura è mostrato un classico esempio di selezione in scena 2D che ha invidiato il modello architettonico (in alto a sinistra) e due elementi degeneri che compromettono lo zoom estensione. In questo caso, basta selezionare i due elementi degeneri e cancellarli, quindi ripetere lo zoom estensione per vedere in primo piano il modello architettonico. Se il problema in scena 3D persiste, occorre eseguire quanto spiegato al punto 2.

    TermiPlan elementi degeneri 2D
  2. il modello 2D compare in primo piano ma la scena 3D viene visualizzata in modo errato. In questo caso, è consigliabile verificare la posizione del modello in scena 2D rispetto all’origine degli assi (0,0); per eseguire questa operazione basta posizionare il cursore del mouse su un vertice qualunque del modello e leggere le sue coordinate in basso a sinistra.
    TermiPlan coordinate modello 2D

    In figura, ad esempio, abbiamo delle coordinate eccessive che vanno ad inficiare la visualizzazione del modello 3D. La soluzione è semplice: spostare il modello 2D all’origine degli assi, tramite il comando Puntatore -> Move to Origin -> Move to Origin. TermiPlan comando Move to origin

In questo modo si dovrebbe, quasi sicuramente, risolvere il problema di visualizzazione.

Nel caso in cui il problema dovesse persistere, è possibile inviare il proprio progetto di TermiPlan (file con estensione .archi) alla mail del supporto tecnico [email protected] indicando la problematica riscontrata.

071 – Come impostare il funzionamento di un impianto solo per il periodo estivo

Il caso preso in esame riguarda un edificio che dispone di un boiler elettrico, destinato alla produzione di acqua calda sanitaria, utilizzato solo nel periodo estivo in quanto, nel periodo invernale, è presente un impianto a biomasse per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

In TermiPlan è possibile impostare la stagionalità di funzionamento utilizzando il campo Attivazione Acs, presente nella finestra di dettaglio del generatore.

TermiPlan funzionamento solo in estate del generatore

Nel caso preso in esame si deve scegliere l’opzione Solo Estate; allo stesso tempo, nel generatore operante solo in inverno verrà impostato Solo inverno.

070 – Come cambiare il colore di sfondo di TermiPlan

Per modificare il colore di sfondo di TermiPlan basta posizionarsi col cursore in un punto qualunque dell’area di lavoro e cliccare sul tasto destro del mouse. Nel menù contestuale bisogna scegliere il comando Opzioni.

TermiPlan tasto destro opzioni sull'area di disegno

Nella finestra a video occorre attivare la sezione Palette Colore.

TermiPlan Palette colore

Infine, nella nuova schermata è possibile scegliere la palette da utilizzare selezionandola nell’omonimo campo, posizionato in alto a destra.

TermiPlan scelta palette colore

E’ possibile anche modificare il colore della palette selezionata, attivando il tasto Cambia Colore e scegliendo il colore desiderato.

Dopo aver scelto la palette, basta cliccare su Chiudi ed infine su OK per confermare la modifica.

 

069 – Come correggere “Error locating room.too big” in fase di inserimento vani

Il caso preso in esame riguarda l’impossibilità di inserire un vano in un ambiente, con la conseguente segnalazione del messaggio di errore “Error locating room.too big” visualizzata a linea di comando.

In figura è mostrato il vano preso in esame (evidenziato in giallo), cliccando un punto interno ad esso, dopo aver attivato il comando Vano (toolbox dei comandi a sinistra) non compare a video la schermata per l’inserimento del nome del vano ed a linea di comando viene visualizzato il messaggio di errore “Error locating room.too big” (indicato dalla freccia).

TermiPlan error locating room

L’errore è causato dai muri non connessi, in modo corretto, mostrati nella seguente figura ed evidenziati in giallo.

In questo modo, TermiPlan non riesce a circoscrivere il vano per il calcolo della sua superficie e del suo volume.

TermiPlan error locating room individuazione muri non connessi

Per correggere le anomalie nelle connessioni, è sufficiente selezionare un muro alla volta ed estenderlo manualmente, con l’uso del mouse, nel muro a confine utilizzando il grip (quadrato rosso) posizionato alla sua estremità.

In figura è mostrato un muro evidenziato con l’indicazione dei suoi grip.

TermiPlan grip muri

Per estendere il muro, basta posizionarsi col mouse sul grip alla sua estremità destra e, dopo aver cliccato una sola volta su di esso col tasto sinistro del mouse, estenderlo nel muro di confine (fig. 1). Infine basta cliccare di nuovo sul tasto sinistro del mouse per confermare la nuova posizione (fig. 1) del grip del muro.

In questo modo i due muri saranno connessi in modo corretto (fig. 2).

TermiPlan estensione muro TermiPlan muri connessi
FIG. 1 FIG. 2

 

Nel caso in cui non si riesca ad estendere il muro, è possibile anche disattivare gli snap ad oggetto accedendo alla sezione SNAP (in basso a sinistra) e disattivando l’opzione “Snap Oggetto (F3)“.

TermiPlan disattivazione snap ad oggetti

La correzione di tutte le connessioni dei muri porterà ad un risultato finale come quello mostrato in figura ed alla risoluzione dell’errore di inserimento.

Difatti cliccando in un punto interno all’ambiente sarà possibile procedere all’inserimento del vano.

TermiPlan correzione finale dei muri

068 – Come operare in caso di impianto termico distaccato o disattivato

La FAQ 2.7, facente parte della raccolta rilasciata dal MISE ad Agosto 2016, chiarisce che nel caso in cui l’impianto sia stato distaccato dalla rete del gas o dichiarato dismesso o disattivato (al catasto degli impianti termici se operante) può mancare il rapporto di controllo di efficienza energetica in corso di validità.

In sintesi, occorre sempre imputare l’impianto termico presente ed allegare il relativo libretto di impianto anche se scaduto. Nelle note del certificatore consigliamo sempre di chiarire lo stato dell’impianto.

In TermiPlan, per compilare le Note del certificatore basta attivare il pannello Info Aggiuntive Certificatore quando si attiva la compilazione dei dati descrittivi dell’APE.

TermiPlan note aggiuntive del certificatore energetico

067 – Come comportarsi quando l’unità è priva del generatore ma provvista del sottosistema di distribuzione ed emissione

Il caso in esame ha come oggetto un’unità che dispone del sottosistema di distribuzione, ad esempio delle tubazioni di distribuzione dell’impianto, e del sottosistema di emissione (ad es. radiatori) ma è priva del generatore di calore.

In questo caso, l’unità si considera priva di impianto termico venendo a mancare il principale sottosistema, ovvero quello di generazione, ed occorre operare come descritto nella FAQ 025

L’impianto di riscaldamento è costituito da:

  • sottosistema di generazione
  • eventuale sottosistema di accumulo
  • sottosistema di distribuzione
  • sottosistema di emissione
  • sottosistema di regolazione

 

066 – Qual’ è la definizione di Impianto termico

La Legge 90/2013 definisce l’impianto termico come:

«impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonche’ gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita’ immobiliare e’ maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unita’ immobiliari ad uso residenziale ed assimilate»

La FAQ 3.14, facente parte della raccolta rilasciata dal MISE a Dicembre 2018, chiarisce come operare nei seguenti casi:

  • resistenza elettrica da 4 kW per il riscaldamento, per il calcolo delle prestazioni energetiche, è da considerare priva di impianto?
  • Una unità immobiliare riscaldata con una resistenza elettrica da 6 kW, per il calcolo delle prestazioni energetiche, è da considerare priva di impianto?
  • Una unità immobiliare riscaldata con termo-convettori a gas singoli, che non superano in totale i 5kW, è da considerare priva di impianto?
  • Una unità immobiliare con un boiler elettrico per la produzione di acs, a servizio della singola unità, è da considerare priva di impianto per la produzione di acs?
  • Una unità immobiliare con una pompa di calore per la produzione di acs a servizio della singola unità, è da considerare priva di impianto per la produzione di acs?

In particolare, specifica che ai fini della redazione degli APE e per quanto riguarda i requisiti energetici minimi, indipendentemente dalla definizione di impianto termico, tali impianti tecnici devo essere considerati e imputati, purché impianti fissi concorrenti ai servizi considerati nella prestazione energetica dell’edificio e di potenza sufficiente a garantire le temperature degli ambienti previste dalla legge. Si noti tuttavia che non tutti gli impianti tecnici sono soggetti agli obblighi relativi alle ispezioni e alla dotazione di libretto di impianto.

065 – Come inserire gli ombreggiamenti in TermiPlan

Gli ombreggiamenti riducono gli apporti termici solari su superfici opache e soprattutto su quelle trasparenti, sono fondamentali nel calcolo energetico ed è sempre obbligatorio inserirli quando presenti.

Il fattore di riduzione per ombreggiatura viene calcolato sulla base di ostruzioni dovute ad elementi esterni (edifici, alture, alberi, etc) oppure ad aggetti verticali (pareti, etc) ed orizzontali (soletta, etc).

In TermiPlan, su qualunque elemento dell’involucro edilizio, ovvero nella finestra di gestione del relativo stile, è presente la sezione Ombreggiamento per la gestione di tali fattori.

Infissi Muratura
TermiPlan sezione ombreggiamento infissi TermiPlan sezione ombreggiamento muratura

 

La finestra dell’ombreggiamento è mostrata in figura.

TermiPlan ombreggiamento

Aggetti orizzontali

Occorre inserire la profondità orizzontale dell’aggetto (h) e la distanza (b) dal baricentro dell’elemento all’intradosso dell’aggetto.

Aggetti verticale sinistro

E’ necessario indicare la profondità/estensione dell’aggetto (h) e la distanza (b) dal baricentro dell’elemento all’aggetto presente sul lato sinistro.

Aggetti verticale destro

E’ necessario indicare la profondità/estensione dell’aggetto (h) e la distanza (b) dal baricentro dell’elemento all’aggetto presente sul lato destro.

Aggetti esterni

Occorre inserire l’altezza (h) dell’ostruzione esterna, calcolata a partire dal baricentro dell’elemento, e la distanza (b)  dal baricentro dell’elemento all’aggetto esterno.

Per maggiore chiarezza di seguito è indicato meglio il fattore h.

TermiPlan ombreggiamento con ostruzione esterna

Nel caso di presenza di più aggetti od ostruzioni della stessa tipologia, si considera sempre e solo quello che ha incidenza maggiore.

Per ogni tipologia occorre calcolare l’angolo di ostruzione.

 

NOTA BENE: tutti i valori sono espressi in metri (m).

 

Essendo l’ombreggiamento un fattore caratteristico dello stile, nel caso ci fossero ad esempio elementi dell’involucro della stessa tipologia ma con fattori di ombreggiamento differenti, è necessario creare tanti stili distinti per quante sono le diverse tipologie di ombreggiamento.

Ad esempio per un muro a cassa vuota, con esposizione a NORD e SUD aventi fattori di ombreggiamento diversi, sarà necessario creare uno stile “Muratura a cassa vuota NORD” e “Muratura a cassa vuota SUD” che avranno come differenza solo il fattore di ombreggiamento.

064 – Cosa si intende per Riqualificazione energetica

Si definisce Riqualificazione energetica un intervento che interessa una superficie inferiore o uguale al 25% della superficie lorda disperdente dell’edificio e/o consiste nella nuova installazione, nella ristrutturazione di un impianto termico asservito all’edificio.

Per gli interventi di ristrutturazione importante si rimanda alla FAQ 062

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare anche lo schema grafico esplicativo che illustra come identificare un intervento come riqualificazione energetica.

Download schema grafico interventi
063 – Cosa si intende per Ristrutturazione dell’impianto termico

Il D.Lgs. 192/05 definisce Ristrutturazione di un Impianto termico come:

“un insieme di opere che comportano la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione che di distribuzione ed emissione del calore”.

Per modifica sostanziale di un impianto termico s’intende:

  • sostituzione contemporanea di tutti i sottosistemi (generazione, distribuzione ed emissione);
  • sostituzione combinata della tipologia del sottosistema di generazione, anche con eventuale cambio di vettore energetico, e dei sottosistemi di distribuzione e/o emissione.
062 – Differenza tra Ristrutturazione Importante di primo e di secondo Livello

Le Linee Guida Nazionali (DM 26 Giugno 2015) classificano gli interventi di ristrutturazione importante in:

  • Ristrutturazione importante di primo livello: si configura quando l’intervento, oltre ad interessare una superficie superiore al 50% della superficie lorda disperdente, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.
  • Ristrutturazione importante di secondo livello: si configura quando l’intervento interessa una superficie superiore al 25% della superficie lorda disperdente e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare anche lo schema grafico esplicativo che illustra come classificare un intervento di ristrutturazione.

Download schema grafico interventi
061 – Quando un intervento migliorativo si definisce Ristrutturazione importante

Un intervento migliorativo si definisce Ristrutturazione importante nel caso in cui la superficie interessata, costituita dagli elementi e componenti costituenti l’involucro edilizio, sia uguale o maggiore del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.

E’ chiaro che, quanto detto sopra, non sussiste qualora si intervenga su elementi non costituenti l’involucro, ovvero sugli impianti tecnici (sostituzione generatore, pannello solare termico, pannello solare fotovoltaico, etc.).

In TermiPlan, è possibile impostare l’intervento come ristrutturazione importante quando si opera sia in modalità manuale sia in modalità automatica.

  • Intervento migliorativo manuale

TermiPlan intervento manuale ristrutturazione importante

  • Intervento migliorativo automatico

TermiPlan intervento automatico ristrutturazione importante

 

Si rammenta che gli interventi migliorativi, ovvero le raccomandazioni, sono obbligatorie nella redazione dell’APE (vedi FAQ 052).

060 – Come gestire un’unità dotata di più condizionatori (split)

Il caso in esame è rappresentato da un’unità immobiliare dotata di:

  • condizionatori (monosplit), in ogni camera, per la climatizzazione invernale ed estiva
  • unico boiler elettrico per la produzione di acqua calda sanitaria

In TermiPlan, l’unità deve essere suddivisa in tante zone termiche riscaldate quante sono le camere provviste di condizionatore. Inoltre, per ciascun condizionatore dovrà essere creata una centrale termica distinta, in cui sarà inserito un unico generatore di tipo pompa di calore.

Per l’acqua calda sanitaria invece verrà creata una sola centrale termica che verrà utilizzata in tutte le zone termiche riscaldate dell’unità.

Supponiamo di avere un’unità composta da 4 vani/camere, in TermiPlan verrà schematizzata come segue:

 

Unità immobiliare
zona camera 1
Impianto riscaldamento: centrale termica camera 1
Impianto acqua sanitaria: centrale unica ACS
Impianto raffrescamento: centrale termica camera 1
zona camera 2
Impianto riscaldamento: centrale termica camera 2
Impianto acqua sanitaria: centrale unica ACS
Impianto raffrescamento: centrale termica camera 2
zona camera 3
Impianto riscaldamento: centrale termica camera 3
Impianto acqua sanitaria: centrale unica ACS
Impianto raffrescamento: centrale termica camera 3
zona camera 4
Impianto riscaldamento: centrale termica camera 4
Impianto acqua sanitaria: centrale unica ACS
Impianto raffrescamento: centrale termica camera 4

 

Analizzando in dettaglio lo schema, si evince subito come sia stata utilizzata sempre la medesima centrale (centrale unica ACS) per la produzione di acqua calda sanitaria in tutte le zone, mentre siano state create tante centrali termiche distinte per i differenti condizionatori. In ogni centrale termica vanno inseriti tutti i parametri ed i dettagli dell’impianto costituito dal singolo condizionatore (split) presente in ciascuna camera. Ogni zona termica rappresenta un sistema edificio-impianto distinto e separato.

E’ doveroso ricordare che anche i condizionatori necessitano del Libretto di Impianto (vedi FAQ 044).

Il calcolo energetico produrrà un unico elaborato tecnico trattandosi sempre di una sola unità immobiliare, anche se costituita da più zone termiche.

059 – Quali sono i casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE

Le Linee Guida Nazionali (D.M. 26 Giugno 2015) all’Appendice A indicano quali sono i casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE.

In particolare, i casi di esclusione sono:

  • i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati;
  • gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati o raffrescati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili, ovvero quando il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione;
  • gli edifici agricoli, o rurali, non residenziali, sprovvisti di impianti di climatizzazione;
  • gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3, D.P.R. 26.8.1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi. L’attestato di prestazione energetica è, peraltro, richiesto con riguardo alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica;
  • gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose;
  • i ruderi, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile;
  • i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità o dell’agibilità al momento della compravendita, purché tale stato venga espressamente dichiarato nell’atto notarile. In particolare si fa riferimento:
    • agli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti
      verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio;
    • agli immobili venduti “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici;
  • i manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di edificio (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”).

 

058 – Un immobile identificato come C\6 necessita dell’APE?

La Categoria Catastale C\6 identifica tutti gli immobili con destinazione d’uso: Stalle, scuderie, rimesse ed autorimesse.

Le Linee Guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici, all’appendice A, stabiliscono gli edifici esclusi dall’obbligo di redazione dell’APE, in particolare tutti gli immobili ricadenti nella categoria Catastale C\6 sono esclusi.

Pertanto la risposta è NO, un immobile identificato dalla categoria C\6 è escluso dall’obbligo di redazione dell’APE.

Per maggiori dettagli si rimanda alla lista completa dei casi esclusi dall’obbligo di dotazione dell’APE (FAQ 059)

057 – Come gestire un’unità identificata da un unico sub (subalterno) e composta da più corpi di fabbrica termoautonomi

Il caso in esame è rappresentato da un’unità immobiliare identificata con un unico subalterno ma costituita da più corpi di fabbricato termoautonomi, ovvero ognuno di essi ha un impianto dedicato e distinto per la climatizzazione invernale per la produzione di acqua calda sanitaria.

Essendo identificati tutti da un unico subalterno, andrebbe prodotta una sola certificazione energetica che racchiuda tutti i corpi di fabbrica con rispettivi impianti. Questa soluzione è giustificata anche dal fatto che tutti gli ape da registrare nei portali regionali permettono la registrazione di un solo ape con un determinato subalterno, per cui non si può verificare il caso di più ape identificati col medesimo sub.

In TermiPlan per modellare un’unità di questo tipo, basta creare una sola Unità immobiliare ed associare ad esse tante zone termiche distinte quante sono i sistemi edificio-impianto presenti, nel nostro caso ogni singolo corpo di fabbrica. All’interno poi di ogni zona termica deve essere creata una centrale termica distinta con al suo interno il generatore che serve il singolo corpo di fabbrica.

Supponiamo di avere 4 corpi di fabbrica termoautonomi, la struttura dell’unità sarà:

Unità immobiliare
+ zona termica corpo 1
Impianto riscaldamento: centrale termica corpo 1
Impianto acqua sanitaria: centrale termica corpo 1
+ zona termica corpo 2
Impianto riscaldamento: centrale termica corpo 2
Impianto acqua sanitaria: centrale termica corpo 2
+ zona termica corpo 3
Impianto riscaldamento: centrale termica corpo 3
Impianto acqua sanitaria: centrale termica corpo 3
+ zona termica corpo 4
Impianto riscaldamento: centrale termica corpo 4
Impianto acqua sanitaria: centrale termica corpo 4

 

Infine, a ciascuna zona termica devono essere assegnati i vani costituenti il singolo corpo di fabbrica.

In questo modo, la verifica termica verrà eseguita sull’intero edificio e verrà prodotta una sola certificazione energetica.

056 – Come si determina la classe energetica dell’edificio

La classe energetica di un edificio, ovvero di un’unità immobiliare, è definita dall’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EP gl,nren dato dalla somma dei fabbisogni di energia primaria non rinnovabile dei vari servizi energetici:

EPgl,nren= EPH,nren + EPW,nren+ EPC,nren + EPV,nren+ EPL,nren+ EPT,nren

EPH,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale;
EPW,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la produzione dell’acqua calda sanitaria;
EPC,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione estiva;
EPV,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la ventilazione;
EPL,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per l’illuminazione artificiale;
EPT,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per il trasporto di persone e cose.

Tale indice viene messo a confronto con un scala di classi energetiche prefissate, definita a partire dal valore dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio di riferimento EPgl,nren,rif,standard (2019/21) calcolato ipotizzando che in esso siano installati elementi edilizi e impianti standard dell’edificio di riferimento di cui alla Tabella 1, dotati dei requisiti minimi di legge in vigore dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici, e dal 1° gennaio 2021 per tutti gli altri.

indice di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio di riferimento EPgl,nren,rif,standard (2019/21) è posto quale limite di separazione tra la classe A1 e B. Gli intervalli di prestazione che identificano le altre classi sono ricavati attraverso coefficienti moltiplicativi di riduzione/maggiorazione del suddetto valore EPgl,nren,rif,standard (2019/21).

TermiPlan classi energetiche La classe energetica è contrassegnata da un indicatore alfabetico in cui la lettera G rappresenta la classe caratterizzata dall’indice di prestazione più elevato (maggiori consumi energetici), mentre la lettera A rappresenta la classe con il miglior indice di prestazione (minori consumi energetici).

 

In TermiPlan, dopo aver eseguito la verifica termica, nella sezione Edificio di Riferimento è possibile reperire il valore  EPgl,nren relativo all’edificio, oggetto di verifica, ed all’edificio di riferimento standard (ultima colonna a destra).

In figura sono evidenziati in giallo i valori dell’ EPgl,nren

TermiPlan calcolo EP gl,nren

055 – Quando vanno utilizzati i requisiti minimi di legge 2019/2021

I requisiti minimi di legge 2019/2021, relativi alle trasmittanze termiche, vanno utilizzati a partire dal 1° Gennaio 2019 solo per gli Edifici Pubblici o a uso pubblico e dal 1° Gennaio 2021 per tutti gli altri edifici.

 

In TermiPlan, per impostare i requisiti minimi di legge basta accedere al pannello Impostazioni (in alto sull’area di disegno) e scegliere i valori desiderati.

TermiPlan pannello Impostazioni

In sintesi, per tutti gli edifici non pubblici vanno adottati ancora i valori del 2015 fino al 2021, quando invece saranno obbligatori i nuovi requisiti anche per questo tipo di edifici.

054 – Come salvare i dati del tecnico certificatore in TermiPlan

In TermiPlan, è possibile salvare i dati del tecnico certificatore in modo da non essere ridigitati ogni volta.

Nel pannello Dati Generali è presente il pulsante [Archivio] che apre l’archivio dei certificatori energetici inseriti in TermiPlan.

TermiPlan archivio certificatori energetici

Nell’archivio è possibile inserire nuovi tecnici oppure cancellare ed eliminare quelli già presenti.

Per scegliere un tecnico dall’archivio, basta aprirlo e, dopo averlo selezionato, cliccare su [OK].

 

053 – Dove inserire il codice catasto impianti in TermiPlan

Nel caso in cui, nella regione in cui si opera, sia stato istituito il Catasto Regionale degli impianti termici và indicato il codice catasto regionale dell’impianto termico, che verrà riportato nella quarta pagina dell’APE.
La presenza di questo codice implica la regolare registrazione e dotazione del libretto di impianto e dei relativi allegati.

In TermiPlan, il codice catasto degli impianti termici và inserito nel campo Cod. Cat., posizionato in alto a destra, nella finestra del generatore.

TermiPlan codice catasto impianti termici

052 – Gli interventi migliorativi, o raccomandazioni, sono sempre obbligatori?

Le Linee Guida per la certificazione energetica D.M. 26 Giugno 2015 all’Art. 4 riportano i dati obbligatori dell’APE, pena la sua invalidità.

Tra le tante informazioni obbligatorie sono incluse anche le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, distinguendo gli interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica. Inoltre, ogni APE deve riportare le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali gli incentivi di carattere finanziario e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche.

Quindi, in conclusione, è sempre obbligatorio inserire le raccomandazioni nell’APE pena la sua invalidità.

 

051 – Quali sono i requisiti di indipendenza del certificatore energetico?

Il DPR n. 75 del 16 Aprile 2013 chiarisce all’Art. 3 quali sono i requisti del Certificatore Energetico.

In particolare, per edifici di nuova costruzione è richiesta l’assenza di conflitto di interessi, espresso attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell’edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati, nonchè rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere nè il coniuge nè un parente fino al quarto grado.

Per gli edifici esistenti, si richiede l’assenza di conflitto di interessi, espresso attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonchè rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere nè il coniuge nè un parente fino al quarto grado.

In TermiPlan, viene compilata in automatico la sezione dedicata alla Dichiarazione di indipendenza sulla base delle impostazioni dell’unità (nuova costruzione oppure esistente). E’ chiaro che è sempre possibile modificare e personalizzare il contenuto di tale sezione, prima di procedere alla stampa dell’APE.

050 – Chi è il responsabile dell’Impianto termico?

Il responsabile dell’Impianto termico può essere:

  • l’occupante, a qualsiasi titolo, in caso di unità immobiliari residenziali date in locazione;
  • il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate;
  • l’amministratore, in caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio;
  • il proprietario o l’amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche (ad es. immobili di società o aziende).

In caso di affidamento a un terzo responsabile questi diventa anche responsabile della tenuta e aggiornamento del libretto.

La nomina del terzo responsabile non è consentita nel caso di impianti autonomi a meno che il generatore di calore e/o di freddo non sia collocato in un locale tecnico ad uso esclusivo accessibile al solo terzo responsabile

049 – Il boiler elettrico/gas necessita del Libretto di Impianto?

Riprendendo la definizione di Impianto termico, già trattata nella FAQ 044 , il boiler elettrico o a gas dedicato esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria non è considerato un impianto termico.

Quindi, si può concludere che un boiler dedicato alla sola produzione di acqua calda NON necessita di Libretto di Impianto.

Il caso più comune è quello dato da un’unità dotata solo di impianto per la produzione di acqua calda sanitaria e priva di impianto per la climatizzazione invernale. La FAQ 026 tratta questa casistica.

048 – Come comportarsi in assenza del Libretto di Impianto

Nel caso in cui l’impianto termico sia sprovvisto di Libretto di Impianto, occorre prima di tutto procedere alla redazione dello stesso e dei relativi allegati richiesti, compreso un valido rapporto di controllo di efficienza energetica.

NON è assolutamente consigliabile redigere un ape senza regolare Libretto di Impianto, tranne nei casi in cui l’unità è sprovvista di impianto termico.

Emettere un un APE senza allegare il libretto di impianto comprensivo dei relativi allegati, tra cui anche un valido rapporto di controllo di efficienza energetica, significa dichiarare che l’impianto è stato ed è esercito dal responsabile in violazione di quanto previsto dal D. Lgs. 192/05 e dal DPR 74/2013 per cui è applicabile la sanzione amministrativa prevista dall’ Art. 15 dello stesso D. Lgs. 192/05 e s.m.i.

047 – Qual è la validità dell’ape per unità sprovviste di impianto termico?

Le FAQ pubblicate in Agosto 2016, da parte dell’ENEA e CTI, chiariscono quale sia la validità massima dell’ape in caso di assenza di impianto per la climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria.

In particolare, la FAQ 2.7 stabilisce che la validità massima dell’ape è 10 anni per tutte le unità sprovviste di suddetti impianti.

La medesima condizione si verifica anche nel caso in unità sprovviste del solo impianto di climatizzazione invernale.

046 – Quando si compila il libretto di Impianto

Il Libretto di Impianto, secondo il nuovo modello previsto dal D.M. 10 Febbraio 2014, può essere compilato al momento della messa in servizio di un nuovo impianto termico oppure, per gli impianti esistenti, al momento della pubblicazione del nuovo modello di Libretto.

Si rammenta che il libretto di impianto deve essere sempre compilato da tecnici abilitati, al momento dell’installazione di un nuovo impianto, oppure anche dal responsabile dell’impianto per gli impianti esistenti, limitatamente alle schede descrittive.

Nelle regioni italiane in cui è stato istituito il catasto regionale degli impianti termici, nell’APE va indicato, nella quarta pagina, il codice del catasto regionale dell’impianto termico che implica la regolare registrazione e dotazione del libretto di impianto e dei relativi allegati, oltre alla data di installazione.

045 – Periodicità dei controlli sugli impianti

Il DPR 74/2013 stabilisce la periodicità dei controlli di efficienza energetica su impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile maggiori di 10 KW e su impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 KW.

Tabella periodicita' controllo efficienza energetica

044 – Le pompe di calore necessitano del libretto di impianto?

La Legge 90/2013 aggiorna la definizione di Impianto termico:

“impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonche’ gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita’ immobiliare e’ maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unita’ immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

Dopo la premessa normativa, la risposta è SI. 

L’impianto di climatizzazione, sia di nuova installazione o già esistente, necessita del Libretto d’Impianto Termico secondo il nuovo modello previsto dal D.M. 10 Febbraio 2014.

Infine, si rammenta che se la potenza termica nominale dell’impianto è superiore a 12 kw è fatto obbligo sottoporre lo stesso a verifiche periodiche di controllo (DPR 73/2013).

043 – Come disegnare un lucernario

In TermiPlan è possibile disegnare un lucernario sul tetto con estrema facilità, i passi da seguire sono:

1. disegnare prima di tutto la falda del tetto, utilizzando il comando Falda (vedi FAQ 023).

2. attivare di nuovo il comando Falda con l’opzione Foro attiva

TermiPlan attivazione comando Foro

3. tracciare il contorno del lucernario all’interno della falda principale del tetto.

In figura, è mostrato un esempio di disegno. Partendo dal punto 1 (punto di partenza) si sono inseriti gli altri punti fino al 4 dove invece occorre cliccare sul tasto destro del mouse e scegliere Invio per poter chiudere la polilinea, quindi cliccare di nuovo sul tasto destro del mouse per confermare la chiusura della polilinea. Così facendo, la polilinea diventerà di colore rosso, indicando che il disegno è stato concluso con successo.

TermiPlan chiudi polilinea lucernario

il risultato finale del disegno in 2D è mostrato in figura.

TermiPlan disegno lucernario

 

In figura è mostrato la schematizzazione in 3D.

TermiPlan lucernario in 3D

Il vuoto rappresenta l’ingombro del lucernario.

4. Il lucernario così definito sarà poi inserito nella lista delle finestre, nella sezione Stili.

Difatti, in Stili (punto 1) scegliendo entità Finestra (punto 2) sarà elencato anche il lucernario appena disegnato (3). Infine basterà un doppio clic sulla riga che lo rappresenta per procedere all’assegnazione delle sue caratteristiche termofisiche.

TermiPlan assegnazione caratteristiche termofisiche lucernario

042 – Come si imposta l’altezza del livello

In TermiPlan, il Livello coincide con il piano architettonico di un edificio.

L’altezza del livello deve corrispondere sempre all’altezza utile del piano, escludendo lo spessore dei solai (inferiore e superiore). Il livello successivo al primo avrà sempre, come quota di partenza (Quota inf.), quella superiore del livello precedente.

In figura è mostrato un classico esempio di un edificio su 3 livelli, in cui abbiamo i primi due livelli con un’altezza utile pari a 2.7 m e l’ultimo invece con altezza di 2.5 m. Si può notare come la quota di partenza dei piani successivi al primo sia identica a quella di chiusura del livello precedente.

Ad esempio il piano primo ha una quota di partenza di 2,7 identica a quella di chiusura (quota sup.) del livello piano terra.

TermiPlan impostazione altezza livelli

NOTA BENE: la quota base di partenza del primo livello, in figura 0.00, è puramente arbitraria e può essere scelta liberamente. Non ha alcuna valenza sul calcolo.

041 – Come risolvere l’errore “Invalid file version” quando si importa il file DWG

L’errore Invalid file version si presenta in TermiPlan quando si tenta di caricare un file DWG/DXF in un formato superiore ad AutoCAD 2004/LT2004.

Si consiglia di salvare sempre il file in formato AutoCAD DWG/DXF 2000/LT 2000.

Per maggiori dettagli sul caricamento dei file DWG/DXF si rimanda alla FAQ 019.

 

040 – Come inserire un boiler elettrico

In TermiPlan, per inserire un boiler elettrico, o alimentato da qualunque altro combustibile, occorre operare nella “centrale termica acqua calda sanitaria” della zona termica riscaldata.

In particolare, basta cliccare sui 3 puntini a destra e cliccare su [Nuova] per creare una nuova centrale termica.

Assegniamo un nome alla centrale (ad es. Centrale ACS) e poi attiviamo il comando [Nuovo Generatore] per creare un nuovo generatore nella centrale.

Nella schermata del generatore, occorre selezionare solo il servizio ACS e compilare poi tutti gli altri campi.

TermiPlan boiler elettrico

Da notare che il rendimento di generazione può essere calcolato in automatico, mettendo la spunta su Rendimento Precalcolato e compilando i campi sottostanti (Tipo di apparecchio), oppure in modalità manuale disattivando il campo Rendimento precalcolato ed inserendo a mano il valore.

Nel caso in cui il boiler sia collegato ad un serbatoio di accumulo esterno, deve essere inserito nella sezione Accumulo.

Dopo aver completato la creazione della centrale, con relativo boiler al suo interno, andiamo a selezionarla per assegnarla alla centrale termica acqua calda sanitaria della zona riscaldata.

TermiPlan assegnazione centrale termica acqua calda sanitaria

 

039 – Come impostare l’altezza dei muri in TermiPlan

In TermiPlan, l’altezza dei muri deve essere sempre uguale a quella del livello che li contiene.

Prima di tutto, si crea il livello avente un’altezza pari a quella utile interna del piano, al netto del solaio inferiore e superiore. Ad esempio, per il piano Terra con altezza utile di 2,7 m si procede come in figura.

TermiPlan altezza del livello

Quindi, per far in modo che i muri abbiano la medesima altezza del livello, occorre che le sue proprietà Bordo superiore e Bordo inferiore siano sempre impostati su 0,000 ed abbiamo come riferimenti Superiore per il bordo superiore ed Inferiore invece per il bordo inferiore (vedi figura).

TermiPlan altezza muro

In questo modo tutti i muri, inseriti nel livello Piano Terra, avranno un’altezza di 2,7 m come si può anche notare dal pannello Stili – Entità Muro.

L’elenco mostra per ciascun muro la sua Lunghezza – Spessore – Altezza separati da x.

038 – Come operare all’interno del pannello Gestione zone

Il video mostra come operare all’interno del pannello Gestione zone di TermiPlan, dando una spiegazione sintetica di tutte le unità già presenti nel software.

Inoltre, viene illustrato come gestire un’unità immobiliare con impianto termoautonomo.

 

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare anche lo schema grafico esplicativo che illustra come operare, in maniera corretta, nel pannello Gestione Zone.

Download schema grafico
037 – Come gestire un’unità con doppio impianto

In TermiPlan è possibile gestire un’unità immobiliare con doppio impianto. Supponiamo di avere un’unità immobiliare che si estende su due livelli e su ciascuno di essi è presente un impianto distinto per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

La procedura è molto semplice: creare una zona termica riscaldata distinta per ciascun impianto.

Quindi, in Gestione zone, creiamo una nuova unità immobiliare cliccando su [Nuova Unità Immobiliare] (in alto a sinistra nel pannello) e gli diamo un nome (ad es. Unità SUB 1).

TermiPlan nuova unità immobiliare

A questo punto, creiamo le due zone termiche cliccando sul segno + (più), posizionato a destra dell’unità (vedi figura precedente), dandogli un nome distinto (ad es. Zona Termica Piano Terra e Zona termica piano primo).

TermiPlan nuova zona termica riscaldata

A ciascuna zona verranno poi assegnati i vani di ogni piano, per semplicità abbiamo creato un vano unico per l’intero piano.

TermiPlan assegnazione vani alla zona termica

In ciascuna zona verrà poi inserita una centrale termica distinta che conterrà l’impianto di ogni piano. Quindi avremo, ad esempio, centrale termica piano terra col generatore del piano terra e centrale termica piano primo con quello del piano primo.

036 – Come caricare una planimetria in formato raster (immagine)

In TermiPlan, oltre al caricamento del file dwg (FAQ 019), è possibile utilizzare anche una planimetria in formato raster (immagine) per poter disegnare la struttura.

Per effettuare tale operazione occorre applicare quanto segue:

  • Dal menù Inserisci scegliere il comando Immagine

TermiPlan comando inserisci immagine

  • Nella finestra che si apre a video, occorre cliccare su [Nuovo] per scegliere l’immagine da caricare. Nella figura che segue, ad esempio, l’immagine è chiamata Planimetria.bmp ed è posizionata sul Desktop.

TermiPlan seleziona planimetria raster

  • Cliccando su [Inserisci] l’immagine verrà inserita nell’area di lavoro e posizionata nel punto indicato.
  • Il software chiederà il fattore di scala che di default è 1; si può confermare tale valore cliccando sul tasto INVIO della tastiera
  • In questo modo l’immagine viene caricata nell’area di lavoro, ora resta solo da effettuare la calibrazione della stessa per portarla in scala.
  • Attivare il comando Puntatore, in alto a sinistra (freccia 1), e dal pulsante Scale To (freccia 2) scegliere il comando Calibra entità o immagine (freccia 3).

TermiPlan calibra immagine

  • A linea di comando viene chiesto di “Selezionare il primo punto” e poi il secondo punto, quindi scegliamo due punti sull’immagine di cui conosciamo la distanza reale.

TermiPlan punti calibrazione immagine

  • Quindi digitare la distanza tra i due punti, ad esempio 11 m, come richiesto a linea di comando.
  • In questo modo l’immagine inserita sarà anche calibrata correttamente e pronta per essere ripassata con le entità Muro, porta, finestra e vano.
035 – Come impostare il terminale di emissione e regolazione dell’impianto di raffrescamento

Per impostare il rendimento di emissione e regolazione dell’impianto di raffrescamento, basta aprire la zona termica e cliccare sul pulsante Rendimenti (in basso a destra nella schermata).

TermiPlan emissione regolazione dell'impianto di raffrescamento

A video si aprirà la finestra dove inserire tutti i parametri dei sottosistemi:

TermiPlan parametri emissione e regolazione impianto di raffrescamento

Occorre impostare la tipologia di terminale dell’impianto dall’apposito campo.

Nel campo deve essere scelta una delle seguenti opzioni a cui corrisponde un determinato rendimento di emissione:

  • Ventilconvettori idronici
  • Terminali ad espansione diretta, unità interne in sistemi a split
  • Armadi autonomi, ventilconvettori industriali posti in ambiente, travi fredde
  • Bocchette in sistemi ad aria canalizzata, anemostati, diffusori lineari a soffitto, terminali sistemi a dislocamento
  • Pannelli isolati annegati a pavimento
  • Pannelli isolati annegati a soffitto

Per quanto concerne il rendimento di regolazione occorre impostare i seguenti campi:

Tipologia di Regolazione: la regolazione può essere gestita a livello centralizzato, di zona o di singolo ambiente.

Caratteristiche della Regolazione: la regolazione può essere ON-OFF (Acceso/Spento) oppure modulante.

034 – Come gestire un edificio con più unità immobiliari da certificare

In TermiPlan, nel caso in cui occorra certificare una o più unità immobiliari collocate nello stesso edificio basta applicare quanto segue.

Prima di tutto occorre disegnare l’intera struttura quindi tutti gli appartamenti che compongono l’edificio.

Essendo più appartamenti, al momento dell’individuazione dei vani, è preferibile inserire oltre al nome del vano anche l’appartamento di pertinenza.

Ad esempio al vano Letto associamo l’appartamento A (vedi figura).

TermiPlan associazione nome appartamento

Nella finestra Proprietà vano, per poter assegnare il nome dell’appartamento occorre prima di tutto spuntare l’opzione Appartamento e poi inserire nel campo a lato il nome dell’appartamento (vedi figura precedente).

Logicamente il nome del vano e dell’appartamento sono puramente arbitrari, ognuno può inserire i nomi che desidera.

Questo modus operandi è molto comodo quando poi si dovranno assegnare le zone termiche ai vani appartenenti allo stesso appartamento, in quanto tutti i vani saranno raggruppati in base al nome dell’appartamento.

Difatti quando si andranno a visualizzare i vani di tutti i Piani si avrà la classificazione/suddivisione degli stessi per appartamento (vedi figura seguente).

A questo punto risulterà semplice assegnare ciascun vano alla zona termica e quindi alla propria Unità immobiliare, in quanto essendo tutti gli appartamenti indipendenti, ogni appartamento rappresenta un’unità immobiliare distinta e separata.

Quindi si avranno tante unità immobiliari quanti sono gli appartamenti.

TermiPlan suddivisione vani in unità di appartenenza

 

Nella figura si può notare chiaramente che tutti i vani di un appartamento hanno la medesima zona termica assegnata, afferente all’unità di appartenenza. Ad esempio ai vani dell’Appartamento A è stata assegnata la zona termica “Zona Termica Riscaldata appartenente all’unità “Unità Immobiliare APP: A” e così via.

Questo comporta che per ogni unità  si avrà una verifica separata con la relativa documentazione (Relazione Tecnica, Attestato di Prestazione Energetica o Attestato di Qualificazione Energetica).

TermiPlan effettuerà la verifica termica una sola volta per tutte le unità immobiliari, difatti quando andremo nel pannello Legge 90/2013 basterà cliccare una sola volta sul pulsante [Effettua Verifica].

A questo punto per visualizzare e stampare i risultati relativi ad una determinata unità, basterà evidenziare la riga della griglia relativa all’unità desiderata e cliccare sui pulsanti di stampa (vedi figura seguente).

Ad esempio nella figura, dopo aver effettuato la verifica, si è scelto di visualizzare i risultati relativi all’Unità Immobiliare APP. B per cui basta cliccare sul pulsante [Relazione] oppure [APE] e verrà stampata solo la relazione o l’attestato di prestazione energetica dell’appartamento B.

TermiPlan scelta unità immobiliare da stampare

033 – Come compilare il ponte termico CENED parete isolata in mezzeria con solaio/trave isolata

CASO

Individuare e calcolare il ponte termico, tramite l’abaco CENED di TermiPlan, dato dalla giunzione di una parete esterna, isolata in mezzeria, con solaio e trave isolata.

 

La parete ha le seguenti caratteristiche:

– Spessore:  0.35 m

– Trasmittanza termica:  0.329 W/m2k

– Resistenza termica:   13.041 m2k/W

Stratigrafia parete

Ponte termico cened sol.006 stratigrafia parete

 

La trave è caratterizzato da:

– Spessore: 0.35 m

– Trasmittanza termica:  0.356 W/m2k

– Resistenza termica:   0.356 m2k/W

Stratigrafia trave

Ponte termico cened sol.006 stratigrafia trave

 

SOLUZIONE

Prendendo in esame gli schemi dei ponti termici dell’abaco CENED, si individua il SOL_006 come rappresentativo della giunzione parete-trave, avente un isolamento in mezzeria nella parete ed all’esterno nella trave.

Ponte termico cened sol.006 Schema

Il calcolo del ponte termico richiede uno spessore della trave equivalente a quello della parete, nel nostro esempio 0.35 m.

 

CALCOLO

I parametri caratteristici, mostrati nella figura precedente, per il calcolo del ponte termico SOL_006 sono così definiti:

 

Resistenza superficiale interna Rsi: 0.13

Resistenza superficiale esterna Rse: 0.04

Spessore isolante parete SIsoPar: 0.10 m

Spessore isolante trave SIsoTr: 0.10 m

Lambda isolante trave IsoLTr: 0.04 W/mK

Lambda isolante parete LambdaIso: 0.04 W/mK

Lunghezza trave I  LTrI:  0.25 m

Spessore parete I  SPar1: 0.115 m

Spessore parete II  SPar2: 0.135 m

La conduttività termica equivalente λeq della parete è data dalla seguente relazione

λeq= C * L

dove C rappresenta la conduttanza della parete, escludendo l’eventuale strato isolante, ottenuto dall’inverso della somma delle resistenze termiche dei vari strati i.

C= 1/ (Σ Lii)

La resistenza termica di ogni singolo materiale i è data da R= L/λ

Per la parete in esame abbiamo

C = 1/ (0.021+0.185+0.148+0.017) = 1/0.371= 2.69

L invece indica lo spessore della parete, escluso eventuali strati isolanti.

L= Σ Li

per la parete in esame abbiamo  L =  0.015+0.10+0.12+0.015 = 0.25 m (si ricordi che il calcolo esclude lo strato isolante della parete)

quindi λeq= 2.69*0.25 = 0,672 W/mk

 

La conduttività termica della trave λTR invece è data da:

λTR= CTR*LTR

 

con CTR = 1/(0.123+0.017)= 1/0.274 = 7.14

con L =  0.015+0.235 = 0.25 m

quindi avremo λTR= 7.14 * 0.25 =  1.785 W/mk

 

TERMIPLAN

In TermiPlan, il ponte termico SOL_006 sarà compilato come mostrato nella seguente figura.

Ponte termico cened sol.006 compilazione in TermiPlan

La trasmittanza termica lineica del ponte termico, riferita alle dimensioni interne, porta ad un valore finale di 0.4822 W/mK (campo Trasm. della finestra).

Scarica il tutorial in pdf

 

 

032 – Come compilare il ponte termico CENED parete-pilastro non isolato

CASO

Individuare e calcolare il ponte termico, tramite l’Abaco CENED di TermiPlan, dato dalla giunzione di una parete con un pilastro senza alcun isolamento.

La parete ha le seguenti caratteristiche:

– Spessore:  0.48 m

– Trasmittanza termica:  0.60 W/m2k

– Resistenza termica:   1.66 m2k/W

Stratigrafia parete

Stratigrafia parete ponte termico cened pil.004

 

Il pilastro è caratterizzato da:

– Spessore: 0.45 m

– Lunghezza: 0.48 m

– Trasmittanza termica:  2.25 W/m2k

– Resistenza termica:   0.444 m2k/W

Stratigrafia pilastro

Stratigrafia pilastro ponte termico cened pil.004

SOLUZIONE

Prendendo in esame gli schemi dei ponti termici dell’abaco CENED, si individua il PIL_004 come rappresentativo della giunzione parete-pilastro senza isolante.

Schema ponte termico cened pil.004

 

CALCOLO

I parametri caratteristici, mostrati nella figura precedente, per il calcolo del ponte termico PIL_004 sono così definiti:

 

Resistenza superficiale interna Rsi: 0.13

Resistenza superficiale esterna Rse: 0.04

Spessore del pilastro SPil: 0.45 m

Lunghezza del pilastro LPil: 0.48 m

Spessore parete LPar: 0.48 m

La conduttività termica equivalente λeq della parete è data dalla seguente relazione

λeq= C*L

dove C rappresenta la conduttanza della parete, escludendo l’eventuale strato isolante, ottenuto dall’inverso della somma delle resistenze termiche dei vari strati i.

C= 1/ (Σ Lii)

La Resistenza termica di ogni singolo materiale i è dato da R= L/λ

Per la parete in esame abbiamo

C= 1/(0.021+1.452+0.017)= 1/1.49 = 0.67

L invece indica lo spessore della parete, escluso eventuali strati isolanti.

L= Σ Li

per la parete in esame abbiamo  L =  0.015+0.45+0.015 = 0.48 m

quindi λeq= 0.67*0.48 = 0,321 W/mk

 

La conduttività termica del pilastro λPIL invece è data da:

λPIL= CPIL*LPIL

con  CPIL = 1/(0.021+0.236+0.017)= 1/0.274 = 3.65

 con L =  0.015+0.45+0.015 = 0.48 m

 λPIL= 3.65 * 0.48 =  1.752 W/mk

 

TERMIPLAN

In TermiPlan, il ponte termico PIL_004 sarà compilato come mostrato nella seguente figura.

Ponte termico cened pil.004 compilazione in TermiPlan

La trasmittanza termica lineica del ponte termico, riferita alle dimensioni interne, porta ad un valore finale di 0.9351 W/mK (campo Trasm. della finestra).

Scarica la guida in pdf

 

 

 

031 – Come redigere il supralluogo sull’unità da certificare

In TermiPlan è possibile reperire un comodo modello, in formato PDF editabile, da compilare in fase di sopralluogo dell’unita oggetto di certificazione.

“L’allegato 1 delle Linee guida (DM 26 Giugno 2015) stabilisce che i dati raccolti per la redazione dell’APE siano raccolti in uno specifico rapporto compilato in fase di sopralluogo.”

Per poter scaricare il modello basta cliccare su Sopralluogo posizionato nella barra in alto sull’area di lavoro.

TermiPlan Modello sopralluogo

 

030 – Come si modifica l’orientamento del NORD

In TermiPlan, per modificare l’orientamento del NORD dal menù Modifica si deve cliccare su Orientamento

TermiPlan menù Modifica orientamento

 

Quindi si ruota il mouse nella direzione desiderata ed infine basta cliccare sul tasto sinistro del mouse per confermare la nuova direzione del NORD. A video comparirà una finestra con l’indicazione del nuovo angolo

TermiPlan modifica orientamento del NORD

029 – Come disattivare gli interventi migliorativi automatici

In TermiPlan è possibile inserire gli interventi migliorativi sia in modalità manuale che automatica, relativa solo alla parte di isolamento dell’involucro.

Per disattivare gli interventi automatici, basta aprire la sezione Impostazioni (in alto sull’area di lavoro)

TermiPlan apertura sezione Impostazioni

 

e disattivare la casella Interventi Automatici

TermiPlan disattivazione interventi automatici

In questo modo si potrà procedere con l’inserimento manuale degli interventi dal pannello Stili.

TermiPlan Interventi migliorativi manuali

028 – Come inserire le valvole termostatiche

Per inserire le valvole termostatiche, come sottosistema di regolazione dell’impianto di riscaldamento in TermiPlan, basta applicare quanto segue:

1. nella schermata della zona termica cliccare sui 3 puntini, a destra dell’Impianto di riscaldamento.

TermiPlan valvole termostatiche

2. entrare nei dettagli dell’impianto termico, facendo doppio clic sulla relativa riga.

TermiPlan valvole termostatiche

3. nella nuova schermata basta cliccare sui 3 puntini a destra di Rendimento Emissione e Regolazione per aprire la sezione relativa ai sottosistemi di emissione e regolazione. Nel campo Tipologia di Regolazione và impostato Solo ambiente con regolatore e nel campo Caratteristiche della regolazione và scelta un’opzione tra quelle proposte.

TermiPlan valvole termostatiche

027 – Come inserire un impianto con pannelli radianti a pavimento

Per inserire un impianto a pavimento, come sottosistema di emissione dell’impianto di riscaldamento in TermiPlan, basta applicare quanto segue:

1. nella schermata della zona termica cliccare sui 3 puntini, a destra dell’Impianto di riscaldamento.

TermiPlan impianto a pavimento

2. entrare nei dettagli dell’impianto termico, facendo doppio clic sulla relativa riga.

TermiPlan impianto radiante a pavimento

3. nella nuova schermata basta cliccare sui 3 puntini a destra di Rendimento Emissione e Regolazione per aprire la sezione relativa ai sottosistemi di emissione e regolazione. Nel campo Tipologia di Terminale può essere impostato il terminale dell’impianto di riscaldamento (vedi figura).

Le possibili opzioni per l’impianto a pavimento sono:

  1.  Pannelli isolati annegati a pavimento
  2. Pannelli annegati a pavimento

TermiPlan impianto radiante a pavimento

026 – Come certificare un’unità immobiliare priva solo dell’impianto di riscaldamento

Il video illustra come gestire un’unità immobiliare priva solo dell’impianto di riscaldamento ma provvista di impianto per la produzione di acqua calda sanitaria.

 

025 – Come gestire un’unità priva di impianto di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria in TermiPlan

Il video mostra come operare quando occorre certificare un’unità immobiliare priva dell’impianto di riscaldamento e di quello per la produzione di acqua calda sanitaria.

024 – Come inserire un nuovo materiale in TermiPlan

Nel video è illustrato come inserire un nuovo materiale in TermiPlan, avendo a disposizione la sua scheda tecnica.

023 – Come disegnare un tetto a falda in TermiPlan

Nel video è illustrata la procedura operativa per disegnare un tetto a falde.

 

022 – Come disegnare una villetta su due livelli in TermiPlan

Nel video è illustrata tutta la procedura operativa per realizzare una villetta su due piani.

La procedura è valida, in generale, per tutte le strutture che si estendono su più livelli.

021 – Come inserire i locali confinanti in TermiPlan

In TermiPlan è sempre necessario rappresentare graficamente i locali a confine con l’unità da certificare, siano essi riscaldati o non riscaldati.

Nel video è mostrata la procedura operativa di inserimento di questi locali.

 

Per maggiori dettagli si consiglia di consultare anche lo schema grafico esplicativo che illustra come operare con le unità confinanti.

Download schema grafico
020 – Inserimento impianto solare fotovoltaico in TermiPlan

In TermiPlan, il pannello solare fotovoltaico deve essere inserito nella Centrale termica elettrica della zona riscaldata.

Quindi, apriamo la zona termica riscaldata e clicchiamo sui 3 puntini a destra di Centrale Termica Elettrica.

TermiPlan associazione centrale fotovoltaica

Si aprirà l’archivio delle centrali termiche ed occorre selezionare la centrale contenente l’impianto fotovoltaico.

In alternativa, è possibile creare una nuova centrale termica, dedicata all’impianto fotovoltaico, cliccando su [Nuova]

TermiPlan centrale termica fotovoltaica

Verrà creata una nuova centrale, a cui daremo un nome (ad es. Centrale termica fotovoltaica) ed in cui andremo ad inserire un nuovo generatore cliccando su [Nuovo Generatore].

TermiPlan nuovo generatore in centrale termica

Nella schermata del generatore andremo ad impostare Pannello Fotovoltaico nel campo Tipo e daremo un nome al nuovo generatore (ad es. impianto fotovoltaico).

TermiPlan pannello solare fotovoltaico

I campi richiesti per il pannello solare fotovoltaico sono:

  • Tipologia del modulo: indica la tipologia del pannello fotovoltaico. Occorre scegliere una delle opzioni del campo a discesa. Questo parametro serve a determinare il fattore di potenza di picco nel caso in cui non sia nota la potenza di picco del singolo pannello.
  • Grado di ventilazione: deve essere impostata la tipologia di ventilazione dei moduli, che dipende dal posizionamento dei moduli e dalla loro integrazione nell’involucro.
  • Azimut: orientamento del pannello fotovoltaico. Il SUD è 0 gradi, EST -90° ed OVEST +90°
  • Inclinazione: in questo campo deve essere inserita l’inclinazione del pannello espressa in gradi.
  • Area: indica la superficie di captazione complessiva dell’impianto fotovoltaico. Questo campo viene compilato in automatico compilando i campi successivi Numero di moduli ed area singolo modulo.
  • Potenza di picco: indica la potenza complessiva di picco dell’intero impianto, viene calcolata in automatico sulla base dei campi di seguito illustrati.
  • Albedo: questo parametro rappresenta la capacità di assorbire calore delle superfici e degli oggetti. In questo caso deve essere scelto l’albedo relativo alle superfici circostanti il pannello solare. In pratica, maggiore è il valore di questo parametro e maggiore sarà la quantità di luce che gli oggetti riflettono. I valori di questo parametro sono desunti dalla  norma UNI 8477.
  • Numero di moduli: indicare il numero di moduli costituenti l’intero impianto fotovoltaico.
  • Area singolo modulo: in questo campo occorre inserire l’area di ogni singolo modulo in mq.
  • Potenza di picco singolo modulo Wpv: và indicata la potenza di picco del singolo modulo, valutata per un’irradianza di 1 KW/m2 su una superficie a 25 °C. Questo dato viene desunto da schede tecniche e deve essere inserito in KW all’interno di TermiPlan. Nel caso in cui non sia nota la potenza di picco del singolo modulo, si può ricavare utilizzando il fattore di potenza di picco, fornito dalla UNI/TS 11300-4, che stabilisce dei valori specifici per ogni tipologia di modulo. Per eseguire il calcolo manuale della potenza di picco, tramite il fattore di potenza di picco, basta cliccare sul pulsante [Calc] a destra del campo Potenza di picco. Nella finestra viene riportata l’area del singolo pannello, desunta dalla finestra principale del pannello, ed il fattore di potenza di picco che dipende dalla tipologia del pannello (campo Tipologia di modulo). Basta cliccare sul pulsante [DFL] per avere il calcolo della potenza di picco del singolo pannello, data dal prodotto dell’area del singolo pannello e dal fattore di potenza di picco.
  • Fattore di efficienza Fpv: fattore di efficienza del sistema che tiene conto dell’efficienza dell’impianto fotovoltaico integrato nell’edificio. Nel caso in cui non si conosca tale dato basta cliccare su [Dfl] e verrà inserito uno dei seguenti valori in base al grado di ventilazione del pannello, scelto precedentemente nel campo Grado di Ventilazione.
  • Ombreggiamento: in questa sezione del programma vanno inseriti eventuali ombreggiamenti incidenti sull’impianto fotovoltaico. Per inserire un ombreggiamento basta cliccare su [Aggiungi] ed inserire l’angolo azimutale in cui l’ombreggiamento scompare, l’angolo in cui riappare e la sua altezza.
019 – Come caricare il file DWG/DXF e quale formato scegliere

Il file AutoCAD DWG/DXF, da caricare in TermiPlan, è preferibile che sia sempre in formato AutoCAD DWG/DXF 2000/LT 2000.

Inoltre, si consiglia di lasciare un numero esiguo di Layer all’interno del file DWG/DXF.

Per caricare il file AutocAD DWG/DXF in TermiPlan, dal menù File occorre attivare il comando Importa.

TermiPlan comando File - Importa

Una volta caricato, si consiglia di esplodere il file facendo tasto destro – Esplodi.

TermiPlan comando Esplodi dwg/dxf

Il file così esploso può essere ricalcato utilizzando i comandi Muro, porta, finestra e vano di TermiPlan.

 

 

 

018 – Caricamento coordinate GIS da Google Earth

In TermiPlan, le coordinate dell’edificio da certificare possono essere ricavate direttamente da Google Earth.

Nel video è illustrata la procedura operativa.

Oltre alla presente procedura, è possibile operare con l’inserimento manuale come descritto nella FAQ 002

017 – Errore caricamento coordinate GIS da Google Earth

A seguito degli ultimi aggiornamenti di Google Earth e di tutte le sue librerie, potrebbero verificarsi dei problemi in fase di caricamento delle Coordinate GIS nel pannello Dati Generali.

In particolare, l’errore che compare è mostrato di seguito.

SOLUZIONE: installare Internet Explorer 11, browser compatibile con gli aggiornamenti di Google Earth ed utilizzato da TermiPlan per il caricamento delle coordinate.

Cliccando qui è possibile scaricare Internet Explorer 11.

 

 

016 – L’ape redatto con motivazione “Passaggio di proprietà” può essere utilizzato anche per la Locazione?

Si, in quanto l’Attestato di Prestazione Energetica deve essere aggiornato ad ogni intervento che modifica le prestazioni energetiche dell’edificio e dell’impianto (art. 6 comma 5 – Legge 90/2013) oppure nel caso in cui risulti scaduto.

La motivazione del rilascio è solo un dato utilizzato a fini statistici.

015 – Come aggiungere un nuovo livello ed allinearlo agli altri

In questo articolo sono proposti due video che illustrano come aggiungere un nuovo livello in TermiPlan e come allinearlo agli altri livelli.

Si rammenta che il file DWG/DXF utilizzato è uno solo ed è stato importato sul livello più basso del progetto.

Creazione di un nuovo livello

Allineamento dei livelli

014 – Calcolo semplificato scambio termico col Terreno

Lo scambio termico dei solai verso il terreno può essere calcolato in modo analitico (UNI EN ISO 13370), per edifici di nuova costruzione, oppure semplificato per tutti gli altri tipi di edifici.
In quest’ultimo caso, occorre scegliere la Tipologia del solaio a contatto col terreno (1) e spuntare l’opzione Btrg – Valore Assegnato (2). In questo modo, nella sezione Btrg verrà inserito in automatico il fattore di correzione dello scambio termico del solaio con il terreno (Valore Btr,g) e dovrà essere inserita solo la Trasmittanza dell’elemento a contatto col terreno (Trasm. [W/mqK]).

Il valore Btr,g sarà pari a 0,45 per tutti i solai a contatto col terreno e 0,8 per tutti quelli su spazio areato.

Ricordiamo che questo calcolo semplificato deve essere adottato per tutti i casi di edifici esistenti oppure nel caso in cui non si riesca a reperire informazioni progettuali.

Nel caso di calcolo analitico, in cui si desidera che il Btrg non sia calcolato in modo semplificato, per ciascuna tipologia di solaio devono essere compilati gli appositi parametri che si attiveranno a video.

013 – Come impostare o modificare la data di Emissione dell’APE

Per impostare o modificare la data di Emissione dell’APE, basta aprire il pannello dei Dati Generali ed impostare il campo Data Emissione Ape.

 

012 – Registrare l’APE in regione e consegna al cliente: modalità e tempi

Il tecnico certificatore deve obbligatoriamente inviare l’Attestato di Prestazione energetica alla Regione o Provincia autonoma di competenza per territorio, sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Per le modalità di trasmissione, si rimanda ai siti istituzionali per maggiori dettagli.

Entro 15 giorni dall’invio, il certificatore procede alla consegna dell’APE al richiedente/cliente con la ricevuta di avvenuta presentazione dell’APE alla regione.

011 – Informazioni sul miglioramento della prestazione energetica

Questa sezione dell’APE è dedicata all’inserimento di informazioni riguardanti il miglioramento della prestazione energetica, quali gli incentivi di carattere finanziario attivi al momento della redazione dell’APE e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche.

Inoltre è possibile, eventualmente, aggiungere ulteriori informazioni inerenti gli interventi migliorativi inseriti a pagina 2 dell’APE.

010 – Edificio non residenziale: come impostare la tipologia

In TermiPlan, per poter impostare l’unità come non residenziale, occorre prima di tutto fare doppio clic sull’unità Immobiliare di interesse e, nella finestra che si aprirà a video, scegliere la classe edificio appropriata.

 

Immagine

009 – Edificio non residenziale: i risultati sono espressi in KWh/m2

L’allegato 1, art. 3 al punto 2, stabilisce che l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl,nren  è espresso in KWh/m2anno.

Quindi viene abolita la distinzione dei risultati tra edifici residenziali e non residenziali.

008 – Validità dell’ape: quando vale 10 anni?

L’ Art. 6, comma 5, della Legge 90/2013 stabilisce che:

“L’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1 ha una validita’ temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio ed e’ aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unita’ immobiliare. La validita’ temporale massima e’ subordinata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio, in particolare per gli impianti termici, comprese le eventuali necessita’ di adeguamento, previste dai regolamenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 Aprile 2013, n. 74, e al decreto del Presidente della Repubblica 16 Aprile 2013, n. 75. Nel caso di mancato rispetto di dette disposizioni, l’attestato di prestazione energetica decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui e’ prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. A tali fini, i libretti di impianto previsti dai decreti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), sono allegati, in originale o in copia, all’attestato di prestazione energetica.”

Per gli edifici privi di impianto termico, si rimanda alla FAQ 047

007 – Redazione APE per Edifici privi di impianto

L’allegato 1, art. 3 punto 2.1, del Decreto 26 Giugno 2015 stabilisce che:

“Il calcolo della prestazione energetica si basa sui servizi effettivamente presenti nell’edificio in oggetto, fatti salvi gli impianti di climatizzazione invernale e, nel solo settore residenziale, di produzione di acqua calda sanitaria che si considerano sempre presenti. Nel caso di assenza di impianti, si procede a simulare tali impianti in maniera virtuale, considerando che siano presenti gli impianti standard di cui alla Tabella 1 del paragrafo 5.1 con le caratteristiche ivi indicate”.

Quindi si procede utilizzando una centrale termica avente gli impianti indicati in Tabella 1, relativamente ai servizi di riscaldamento (edifici residenziali e non residenziali) ed acs (edifici residenziali eventualmente anche per edifici non residenziali).

Redazione APE per Edifici privi di impianto

Tabella 1 – Redazione APE per Edifici privi di impianto

 

In TermiPlan suddetti impianti simulati (riscaldamento ed acqua calda) sono già inseriti nell’Unità Immobiliare Senza impianto, per cui è sufficiente assegnare i vani dell’unità priva di impianto alla Zona riscaldata senza impianto afferente a suddetta unità.
Le caratteristiche Termiche dei generatori e impianti  devono essere uguali a quello dell’Edificio di Riferimento.

 

Termiplan - Edificio senza impianto

Termiplan – Edificio senza impianto

Termiplan è già stata predisposta per gestire questi tipologia di edifici, con tutti i parametri a norma di legge. Quindi, semplicemente basta assegnare i vani alla zona Termica Senza Impianto.

 

N.B.

Termiplan APE Servizi energetici presenti

Termiplan APE Servizi energetici presenti

Nella stampa dell’Ape la sezione “Servizi energetici presenti” include i servizi utilizzati per la determinazione della Classe energetica.
Nel caso di edificio senza impianto, essi sono sempre presenti in quanto la normativa prevede la simulazione nella procedura di calcolo.

006 – Intero edificio e unità immobiliare: quale indicare nell’APE

Nella prima pagina dell’APE, nella sezione Oggetto dell’attestato, occorre indicare se trattasi di APE per intero edificio oppure per unità immobiliare.

Con “Intero edificio” si intende un edificio composto da una sola unità immobiliare (ad es. villetta monofamiliare, hotel, etc).

Con “Unità immobiliare” si intende una sola unità all’interno di un edificio pluriunità.

In TermiPlan, all’interno della sezione Dati Generali (in alto sull’area di disegno), è presente il campo Edificio in cui occorre specificare tale parametro.

 

TermiPlan selezione intero edificio o unita' immobiliare

005 – Come inserire i Subalterni nell’APE

Nel caso in cui l’edificio sia costituito da un unico subalterno si introduce il medesimo valore numerico nelle celle “da” ed “a” (ad esempio sub 10).

Come inserire i Subalterni nell'APE

Come inserire i Subalterni nell’APE

In alternativa, si può introdurre il medesimo valore nelle celle “altri subalterni”.

 

Nel caso in cui l’edificio sia composto da più subalterni sequenziali, si introduce il primo sub nel campo “da” e l’ultimo nel campo “a“ (ad esempio un edificio costituito da subalterni da 50 a 65).

Come inserire i Subalterni nell'APE

Come inserire i Subalterni nell’APE

004 – Servizio di Illuminazione: quando e come inserirlo

L’allegato 1, art. 3 punto 2, stabilisce che il servizio di illuminazione deve essere calcolato solo per il settore non residenziale.

Inoltre, stabilisce che detto servizio deve essere considerato anche per edifici appartenenti alle categorie E.1, limitatamente a collegi, conventi, case di pena e caserme, E.2, E.3, E.4, E.5, E.6 e E.7 come definite all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, di seguito D.P.R. 412/93.

In TermiPlan, predetto servizio si imposta nella zona termica riscaldata mettendo un segno di spunta all’omonima opzione e compilando tutti i dati relativi all’Illuminazione cliccando sui 3 puntini a destra.

TermiPlan servizio di Illuminazione

003 – Come impostare la tipologia Edificio Residenziale

In TermiPlan, per poter impostare l’unità come non residenziale, occorre prima di tutto fare doppio clic sull’unità Immobiliare di interesse e, nella finestra che si aprirà a video, scegliere la classe edificio appropriata.

Come impostare Edificio Residenziale con TermiPlan

Come impostare Edificio Residenziale con TermiPlan

002 – Come reperire le Coordinate GIS da Google Maps

I Decreti del 1 Ottobre 2015 prevedono che, per quanto riguarda i dati dell’edificio oltre a tutte le informazioni generali ed alla zona geografica, debbano essere inserite anche le coordinate GPS. In TermiPlan è possibile inserire le coordinate direttamente dal pannello Dati Generali.

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Il software si interfaccia con Google Earth per poter reperire immediatamente dette coordinate; è sufficiente cliccare sul pulsante con i puntini a destra che aprirà a video una finestra in cui occorre ricercare l’edificio.

Google Earth e TermiPlan

Nella finestra, in alto a sinistra, è presente un campo di ricerca che ci consente di localizzare la zona in cui è posizionato l’edificio; nel campo è possibile inserire la via del fabbricato.
Individuata l’area, basta spostare il segnaposto sull’edificio da certificare. In questo modo verranno lette in automatico le coordinate dell’edificio e verranno mostrate in alto a destra. Cliccando su [Ok] le coordinate verranno inserite in TermiPlan.

Inserimento manuale delle Coordinate

In alternativa, è possibile inserire manualmente le coordinate. Basta accedere a maps.google.com e ricercare il fabbricato di interesse, utilizzando eventualmente il campo di ricerca posizionato in alto a sinistra.

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Una volta individuata la zona di ubicazione del fabbricato, occorre posizionare il cursore su di esso e cliccare sul tasto destro, dal menù contestuale che si aprirà a video bisognerà scegliere Che cosa c’è qui?.

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In basso verranno visualizzate le coordinate del punto indicato.

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Quindi digitiamo, nei Dati Generali di TermiPlan, le coordinate reperite su Google Maps.

NOTA: Alle coordinate devono essere aggiunte le sigle N ed E nell’inserimento in TermiPlan.

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001 – Riferimenti per Edifici nuovi ed esistenti: come vanno compilati

Nella prima pagina del nuovo APE, nella parte in basso a destra, è riportata una tabella che indica delle informazioni utili per fare una comparazione delle prestazioni energetiche del nostro edificio con un edificio nuovo, che rispetta tutti i requisiti minimi, ed uno esistente.

APE Edifici Nuovi o Esistenti

APE Edifici Nuovi o Esistenti

La sezione “Se nuovi” viene compilata automaticamente dal software TermiPlan.

La sezione “Se esistenti”, ossia dedicata alla comparazione del nostro edificio con edifici analoghi esistenti, risulta vuota in quanto è obbligatoria a decorrere da 18 mesi a partire dall’entrata in vigore dei Decreti attuativi della Legge 90/2013 (1 Ottobre 2015).


 

TermiPlan Software Certificazione Energetica