Analist Group presenta SanaRadon: monitoraggio continuo del Radon. La soluzione per l’edilizia scolastica e privata.

Il Radon (precedentemente chiamato Niton) è un gas nobile radioattivo presente in natura, incolore e inodore. Lo troviamo ovunque e viene generato di continuo dalla crosta terrestre e può essere presente anche in falde acquifere, tende ad accumularsi in ambienti chiusi e poco aereggiati (cantine, vespai, etc.). Data la sua presenza “naturale” in rocce laviche, pozzolana, marmo e in particolare nel tufo, lo ritroviamo anche in svariati e diffusi materiali da costruzione. Il gas Radon ha origine da un processo naturale di decadimento dell’Uranio e conserva una radioattività che seppur naturale può avere comunque conseguenze dannose per la salute dell’uomo se inalato in quantità eccessiva e con una certa continuità. Tra i “figli” del Radon nati dal suo decadimento abbiamo il Polonio 218 ( 218Po), Polonio 214 ( 214Po), Piombo 214 ( 214Pb) e Bismuto 214 ( 214Bi), anch’essi radioattivi. I “figli” nati dal decadimento del Radon non sono dei gas bensì delle paticelle solide che, una volta inalate, si vanno a depositare all’interno dei polmoni. Particolari soggetti a rischio sono i fumatori e ex fumatori i quali hanno probabilità maggiori di contrarre malattie tumorali polmonari rispetto ai non fumatori a parità di inalazione di gas Radon.

 

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Cos’è il gas Radon? Il Radon è un elemento chimico scoperto nel 1898 dai coniugi Curie, appartiene alla famiglia dei gas nobili, nella tavola periodica viene rappresentato con il simbolo Rn.

Simbolo: Rn

Configurazione elettronica: [Xe] 4f145d106s26p6

Numero atomico: 86

Massa atomica: 222 u

Punto di fusione: -71,15 °C

 

L’unità di misura della concentrazione di Radon è espressa in Becquerel per metro cubo (Bq/m3) secondo il Sistema di Unità Internazionale (SI). Il Becquerel indica il numero di disintegrazioni al secondo di una sostanza radioattiva. In italia esistono dei limiti di concentrazione del gas Radon negli edifici scolastici e ambienti di lavoro in generale, questo limite è stato fissato con il D.lgs 241/00 a 500 Bq/m3. Raggiunto questo valore il Dirigente Scolastico deve intervenire obbligatoriamente. E’ stato fissato anche un range di attenzione tra 400 Bq/m3 e 499 Bq/m3, in questo caso, a distanza di un anno, deve essere effettuata nuovamente la relativa verifica. La media mondiale è tra i 10 Bq/m3 e 20 Bq/m3 chiamato fondo ambientale, in Italia si è avviata da tempo una misurazione e il valore varia dai  20 ai 120 Bq/m3, per avere una mappatura completa e dettagliata ci vorrà ancora del tempo.

 

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Il Radon data la sua natura è presente ovunque, quello che va monitorato è la sua concentrazione che risulta molto variabile a seconda della posizione geografica, la natura del terreno e da tanti fattori ambientali che possono alterarne la concetrazione al momento della verifica. Ecco perché è consigliabile effettuare un monitoraggio continuo registrando opportunamente anche attività e fattori che possono alterare la verifica. Il discorso che stanno afforntando ISPESL, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del lavoro, e Ministero della Salute e quello di creare delle direttive tecniche per la realizzazione di edifici a tenuta di radon, inserendo la prevenzione di questo rischio tra i normali requisiti di abitabilità.

 

Per limitare i rischi dovuti al Radon è quindi necessario limitare la sua concentrazione nell’aria. Come?

Per la salute e il benessere della casa e della famiglia

 

Con SanaRadon è possibile monitorare il livello di concentramento di Radon nell’atmosfera per limitarne gli effetti nocivi mediante una buona aerazione degli ambienti o nei casi più gravi interventi di ristrutturazione finalizzati a ridurre l’ingresso del Radon nell’edificio. Se sei un Professionista puoi proporre SanaRadon aggiungendo un servizio innovativo per il monitoraggio, rilevamento del Radon e la bonifica degli ambienti interessati. Al tecnico la possibilità di effettuare sopralluoghi e verifiche periodiche per accertare l’effettiva diminuzione della presenza del gas. SanaRadon scopri di più >>>

 


 

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Fonti: ARPA Puglia; Wikipedia; La Stampa; La Gazzetta del Mezzogiorno; Salute.gov.it; www.unicam.it/; http://www.iss.it

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