Le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie continuano a rappresentare uno degli strumenti più importanti per chi vuole riqualificare casa riducendo il carico IRPEF.
Con l’aggiornamento di febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato proroghe, modifiche alle aliquote e l’introduzione di limiti per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro
In questo articolo trovi una panoramica completa e aggiornata del Bonus Ristrutturazioni 2026, incluse percentuali, requisiti, interventi ammessi e modalità di pagamento.
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Cos’è il Bonus Ristrutturazioni
Partiamo, innanzitutto, dall’incentivo. Il Bonus Ristrutturazioni detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, disciplinata dall’articolo 16-bis del TUIR, consente di portare in detrazione dall’IRPEF una percentuale delle spese sostenute per lavori su immobili residenziali situati in Italia.
Il beneficio riguarda:
- singole unità abitative
- parti comuni condominiali
- pertinenze come box, cantine e posti auto
La detrazione è sempre ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica secondo il principio di cassa: conta la data del pagamento effettuato tramite bonifico parlante.
Aliquote e limiti di spesa fino al 2034
Le percentuali di detrazione cambiano in base all’anno di sostenimento della spesa e alla destinazione dell’immobile.
Fino al 31 dicembre 2024 la detrazione è pari al 50% con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
Per il biennio 2025–2026 la normativa distingue tra abitazione principale e altri immobili:
- 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o titolare di diritto reale
- 36% negli altri casi
- limite massimo sempre pari a 96.000 euro
Nel 2027 l’aliquota si riduce ulteriormente:
- 36% per abitazione principale
- 30% negli altri casi
Dal 2028 al 2033 la detrazione scende al 30% con tetto ridotto a 48.000 euro, mentre dal 2034 torna al 36%, mantenendo però lo stesso limite di 48.000 euro.
Dal 2025 non sono più detraibili le spese per la sostituzione o installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Quando spetta l’aliquota maggiorata
Per beneficiare della detrazione al 50% nel 2025–2026 devono essere soddisfatti due requisiti:
- Il contribuente deve essere proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile.
- L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale, cioè dimora abituale del contribuente o di un suo familiare.
Se l’immobile non è abitazione principale all’inizio dei lavori, l’aliquota maggiorata spetta comunque se lo diventa al termine degli interventi.
Chi può usufruire del Bonus
La detrazione spetta a tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che sostengono effettivamente la spesa.
Tra i beneficiari rientrano:
- proprietari e nudi proprietari
- usufruttuari e titolari di diritti reali
- locatari e comodatari (con consenso del proprietario)
- soci di cooperative
- imprenditori individuali per immobili non strumentali
- familiari conviventi e conviventi di fatto
È essenziale che fatture e bonifici siano intestati al soggetto che intende portare la spesa in detrazione.
Non possono, invece, usufruire dell’aliquota maggiorata i locatari, i comodatari ed i familiari conviventi. A queste categorie è riservato l’accesso alla detrazione solo con aliquota ordinaria.
Interventi ammessi al Bonus Ristrutturazioni
Il Bonus copre un ampio spettro di interventi edilizi.
Sulle parti comuni condominiali sono agevolabili:
- manutenzione ordinaria
- manutenzione straordinaria
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia
Sulle singole unità immobiliari sono ammessi:
- manutenzione straordinaria
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia
La manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni non è detraibile, salvo che sia parte di un intervento più ampio.
Rientrano inoltre nella detrazione interventi come:
- eliminazione delle barriere architettoniche
- installazione di impianti fotovoltaici
- prevenzione di atti illeciti (porte blindate, antifurto, grate)
- interventi antisismici
- bonifica amianto
- cablatura degli edifici
- interventi per il risparmio energetico (con le esclusioni previste dal 2025)
- messa a norma degli impianti
Limiti per redditi superiori a 75.000 euro
Dal 2025 è stato introdotto un tetto complessivo alle detrazioni per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro.
L’importo massimo detraibile si calcola applicando un coefficiente (variabile in base al numero di figli a carico) a un importo base:
- 14.000 euro per redditi tra 75.000 e 100.000 euro
- 8.000 euro per redditi oltre 100.000 euro
Restano escluse dal calcolo le spese sanitarie e le rate residue di bonus edilizi sostenuti fino al 31 dicembre 2024.
Modalità di pagamento
Come già detto, per non perdere la detrazione è obbligatorio effettuare il pagamento con bonifico parlante, che deve riportare:
- causale con riferimento alla norma
- codice fiscale del beneficiario della detrazione
- partita IVA o codice fiscale dell’impresa
Dal 1° marzo 2024 la ritenuta applicata sui bonifici è pari all’11%.
Errori nella compilazione possono compromettere il beneficio fiscale, salvo possibilità di regolarizzazione nei casi previsti dall’Agenzia delle Entrate.
Spese incluse ed escluse
Oltre ai lavori, sono detraibili anche:
- progettazione e parcelle tecniche
- acquisto materiali
- perizie e sopralluoghi
- oneri di urbanizzazione
- IVA e diritti amministrativi
Non sono invece detraibili le spese di trasloco, custodia mobili e il compenso ordinario dell’amministratore condominiale.
Il Bonus Ristrutturazioni non è cumulabile con l’Ecobonus per le stesse spese. È invece cumulabile con le agevolazioni per immobili vincolati, seppur con riduzione della misura del beneficio.