Si sente sempre più spesso parlare di agricoltura di precisione, di sensori multi-spettrali, di gestione degli interventi su coltivazioni in relazione all’analisi del NDVI, dello stato di stress o di benessere vegetativo delle piante. A tal proposito sorge l’esigenza di semplificare dei concetti che all’apparenza si mostrano complessi ma che in realtà sono estremamente semplici.

Mappa NDVI indice vigore vegetativo di un vigneto

Mappa NDVI indice vigore vegetativo di un vigneto

Numerosi sono gli studi scientifici che hanno messo in evidenza la stretta correlazione tra qualità delle uve e benessere vegetativo delle piante ovvero, piante in equilibrio vegeto-produttivo possono esprimere una maturazione delle uve ottimale per il progetto enologico. Qui il concetto di stress assume un ruolo chiave, cosa si intende per stress? Una pianta debole, male alimentata con carenze idriche è una coltivazione in una condizione di stress.

Prenderemo come esempio il caso specifico della viticoltura di precisione delineandone i vantaggi e i punti di forza in relazione ai risultati che si possono ottenere in termini di produzione enologica.

Uno studio sull’invecchiamento atipico dei vini bianchi Dubordieu e Lavigne (“Institut des Sciences de la Vigne et du Vin” dell’Università di Bordeaux) mette in relazione il potenziale di invecchiamento dei vini con il tenore in azoto assimilabile dei mosti e la loro dotazione in glutatione, un tripeptide costituente naturale di molti vegetali con proprietà antiossidanti e detossificanti. Le viti troppo deboli, male alimentate in azoto danno uve povere in glutatione. La carenza idrica estiva e/o la concorrenza dell’inerbimento, lo sviluppo superficiale delle radici indeboliscono la pianta e favoriscono il carattere premox dei vini bianchi secchi. Per gli autori appare determinante assicurare un sufficiente vigore della vite con una alimentazione azotata non limitante soprattutto considerando che le uve ricche in azoto assimilabile (> 200mg/L) sono sempre le più ricche in precursori aromatici e povere in composti fenolici.

Evidenze scientifiche mostrano che un metabolismo del vegetale stentato e limitato da stress idrico e/o nutrizionale sia un insormontabile ostacolo all’espressione varietale, all’affermarsi di un’identità sensoriale dei vini di una varietà in un dato ambiente e alla messa in opera di meccanismi di difesa naturali e a interazione con i principi attivi distribuiti nei programmi di difesa qualsiasi essi siano.

Numerosi progetti, sia da iniziative private che governativi mirano a razionalizzare le pratiche agricole che caratterizzano la gestione di un vigneto al fine di diminuirne l’impatto ambientale e arrivare a misurare la sostenibilità di tutte le attività aziendali.
In particolare, la gestione agronomica attraverso gli aspetti di difesa fitosanitaria, fertilità, controllo dei fenomeni di desertificazione e disegno del paesaggio rurale, ha un significativo impatto nel bilancio ambientale di un’azienda e forti ripercussioni nella reputazione di un marchio sul mercato considerando la crescita sul mercato di prodotti biologici, biodinamici, vegani etc. spesso risultato di speculazioni di un marketing aggressivo che fa leva sui timori di consumatori non informati lasciati in balia di ragionamenti improvvisati di sedicenti ecologisti.
Tale deriva è da contrastare per il bene dell’intero settore attraverso lo sviluppo di iniziative che mirano all’affermazione di una viticoltura sostenibile, ad analizzare la coltura e i suoi legami ecologici a più livelli con il territorio, attraverso acquisizioni di informazioni ambientali e fisiologiche (aka “reti ecologiche complesse).

 

Utilizzo del Drone con sensori Multispettrali in Viticoltura di Precisione

Con la messa a punto di una viticoltura di precisione, ossia il monitoraggio da Drone dei vigneti, in differenti zone degli areali si potrà caratterizzarne la variabilità vegeto-produttiva e supportare le decisioni aziendali nella difesa e nella gestione agronomica di tale variabilità. Si forniranno mappe di vigore nelle differenti fasi di sviluppo della vite acquisite da remoto, con l’utilizzo di camere multi-spettrali montate su droni. Tale informazione oltre a fornire indicazioni sullo stato nutrizionale del vigneto, può essere la base per la costruzione delle mappe di prescrizione per attrezzature a rateo variabile o comunque per una modulazione delle operazioni colturali, in particolare per le concimazioni e per i lavori di gestione della chioma, con enormi vantaggi per l’azienda dal punto di vista sia economico che ambientale.

Mappa NDVI indice vigore vegetativo di un vigneto

Mappa NDVI indice vigore vegetativo di un vigneto

    Mappe tematiche riguardanti la resa delle colture ottenute con immagini multispettrali

Mappe tematiche riguardanti la resa delle colture ottenute con immagini multispettrali

Per ciò che concerne la fitoiatria l’obiettivo è molteplice. È possibile ottenere una stratificazione dell’azienda in funzione del rischio rilevare zone a rischio fitosanitario per le differenti malattie, in particolare dove i dati saranno incrociati con le informazioni sulla forma del paesaggio (pendenza, esposizione, insolazione) e con i dati meteo puntuali; come anche risulta sempre più importante in chiave ecologica una sempre maggiore accuratezza nell’irrorazione dei fitofarmaci, adeguando velocità, portata e pressione alle variazioni della forma della parete fogliare. L’acquisizione del dato multi-spettrale può rappresentare, inoltre, un punto di partenza per elaborazioni riguardo la presenza di metaboliti indotti da infezioni di patogeni incipienti non visibili ad occhio nudo oppure correlazioni con la qualità delle produzioni i funzione dell’obiettivo enologico, e sviluppare quindi un know-how specifico per la determinata applicazione.

Tali applicazioni rappresentano soltanto una parte di un progetto più ampio che mira a correlare la variabilità del dato multispettrale con la variabilità pedologica, sistemazioni idrauliche, gestione agronomica al fine di ottenere dei modelli previsionali del comportamento fisiologico dei vegetali.

Articolo realizzato da Arturo Erbaggio (Dottore Agronomo, Enologo, Italia)

Arturo Erbaggio:

Compiuti gli studi in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Napoli e in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Foggia ha iniziato una serie di collaborazioni come consulente ed enologo nel settore vinicolo.
Attivo nel campo della ricerca e della sperimentazione in viticoltura ed enologia grazie a collaborazioni con istituti universitari per l’allestimento e gestione di campi sperimentali e di microvinificazioni con successiva rilevazione analitica e razionalizzazione dei risultati ottenuti.
Contrattista per le società DuPont de Nemours e Syngenta nel settore dei test di nuovi agrofarmaci in arboricoltura e orticoltura, con mansione di rilevatore delle performances (incidenza e severità) dei principi attivi sulle matrici vegetali.
Dal 2009 docente presso Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, Regione Campania – Elementi di viticoltura ed enologia e patologia delle viti agli operatori vitivinicoli nell’ambito del Progetto di caratterizzazione e valorizzazione dei vitigni bianchi del Parco.
Dal 2014 docente per Corso di Perfezionamento in Wine Business, terza e quarta edizione Universitaàdegli Studi di Salerno Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali (Management & Information Technology) – Elementi di viticoltura ed enologia, enografia.
Attualmente consulente viticolo ed enologo presso rinomate aziende agricole campane dove è responsabile dei processi produttivi, dalla gestione agronomica dei vigneti aziendali al management dei processi enologici, curando con attenzione la formazione professionale collaboratori aziendali.


 

Soluzioni Drone con Camere Multispettrali

L’utilizzo della tecnologia Drone con camere multispettrali si sta diffondendo con sempre maggiore frequenza permettondo di ottenere analisi accurate in pochissimo tempo.

Drone per Agricoltura di Precisione Phantom MAPIR

Drone per Agricoltura di Precisione Phantom MAPIR

Queste tecnologie permettono il rilievo delle proprietà ottiche delle colture attraverso i sistemi mobili montati su Droni. I mezzi devono essere dotati anche di ricevitore GPS per poter collegare i dati rilevati con la loro posizione all’interno dell’appezzamento. I rilievi con DRONE sono pensati per un utilizzo durante lo svolgimento delle normali operazioni meccanizzate di campo, così da interferire il meno possibile con la normale programmazione aziendale.

Le tecnologie di rilievo con DRONE in viticoltura consentono di ottenere un elevato dettaglio spaziale delle informazioni, unito alla enorme velocità di acquisizione ed analisi del dato. In questo modo è possibile effettuare molte analisi nel tempo e, magari, concentrare i rilievi nelle fasi fenologiche più delicate.

 

L’utilizzo dl drone con sensori multispettrali garantisce dunque:

  • Conoscenza del territorio
  • Vantaggi ambientali
  • Supporto per la difesa fitosanitario
  • Monitoraggio continuo e costante
  • Interventi mirati
  • Misure non distruttive, che possono essere ripetute su ogni pianta del vigneto e in momenti successivi della stagione vegetativa
  • Nessun contatto con la coltura
  • Misure rapide e idonee a essere effettuate anche da veicoli in movimento
  • Vantaggi economici
  • Multinazionale vista come partner non solo come fornitrice di prodotti
  • Vantaggi per i consumatori (eventuale analisi dei residui)

 


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