Pomodoro San Marzano DOP delle pendici del Vesuvio: Solania

Solania è un’azienda conserviera nata nel 1993, leader nella trasformazione dei pomodori San Marzano guidata dalla famiglia Napoletano. Rappresentata da Giuseppe Napoletano, Solania segue la tradizione contadina e produce e lavora i migliori pomodori. La mission di Solania è la massima espressione della qualità, della sicurezza, della valorizzazione del territorio e il rispetto delle tradizioni. La peculiarità di Solania è la totale garanzia della tracciabilità dell’intera filiera produttiva. La linea di prodotti include pelati, polpa, pomodorini, datterini, passata, concentrato e doppio concentrato.

Giuseppe, il racconto della passione

Il pomodoro San Marzano diventa DOP nel momento in cui esso viene trasformato e messo in barattolo. La famiglia Solania è la storia del pomodoro San Marzano coltivato da oltre 5 generazioni. Si trova a Nocera Inferiore storicamente luogo di produzione del san Marzano, anticamente insediamento dei Romani. Il tempio dei Misteri a Pompei identifica questo luogo come sacro: il fiume Sarno era illustrato nel tempio come una divinità. Giuseppe ricorda con piacere la venuta dei Cirio a Nocera, ed in particolare in Campania. Cirio non era campano bensì piemontese ma sapeva che il posto ideale per il pomodoro San Marzano era la Campania. Non parliamo di un semplice pomodoro ma il pomodoro san Marzano che è una cosa ben diversa.

Grazie alla presenza del Vesuvio il pomodoro ha delle caratteristiche uniche, ricco di aromi e sali minerali che si trovano soltanto alle falde del vulcano. Il territorio è unico al mondo grazie anche alla presenza d’acqua sorgente già ad un metro, il pomodoro quindi riesce a nutrirsi e trattenere l’acqua del suolo ricco di sali minerali con proprietà organolettiche uniche.

“Per fare qualità c’è bisogno di un mix di componenti: il primo è il territorio ma poi occorrono le persone che amano e conoscono il territorio. Nel caso di Solania come allevare il San Marzano: Dal fil di far che sostiene la pianta alla raccolta. Il DOP non è la varietà del pomodoro bensì la tecnica di conservazione del prodotto. Il pomodoro San Marzano non va gustato ma degustato.Giuseppe Napoletano

 

Solania-Pomodoro-San-Marzano-2

La Denominazione di origine Protetta

Dal 1996 hanno la Denominazione di origine protetta che è la DOP, il riconoscimento più alto che l’unione europea da ad un prodotto agroalimentare. Il San Marzano Solania ha un identità ben precisa. Coltivato nel agro Sarnese Nocerino rientra nei 41 comuni dell’agro fino a finire nell’area di Marigliano e Nola. Vien allevato come la vite, non viene cresciuto a terra ma impalato sui paletti di castagno laddove c’è tutta la tecnica e l’espressione del mondo contadino antico. Il pomodoro va raccolto con tecnica tutta manuale secondo tradizione. La raccolta è “scalare” in diversi periodi. Il pomodoro va raccolto a mano e trattato con delicatezza nel rispetto della sua essenza. Oggi l’azienda è internazionale lavora non soltanto con l’Europa ma anche con gli stati uniti.

Il processo di produzione è essenziale ai fini della qualità del prodotto, ogni processo di trasformazione è individuale e speciale: si parte dal seme fino ad arrivare alla pianta. I contadini schiacciano il pomodoro per ricavarne i semi autotoctoni che vengono utilizzati per la semina successiva in un processo di auto-produzione. Rispetto agli altri pomodori il san Marzano possiede un’elevata percentuale di licopene, un antiossidante dalle benefiche proprietà per la nostra salute.

Fabbrica a porte aperte: massima trasparenza

Solania trasforma il pomodoro garantendo la massima tracciabilità e sicurezza del prodotto. Attraverso il QR Code si può conoscere il lotto, il momento in cui il pomodoro è stato raccolto e quando è stato lavorato.Chi lo ha coltivato: Solania ci mette la faccia

Eugenio Napoletano: caposaldo della tradizione

Spettacolare la testimonianza del papà Eugenio a conduzione dell’azienda da oltre 50 anni custode della tradizione e dei valori per il territorio

“E pummarole anna esse una miusra rind u barattolo.”

 

 

 

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